Niccolò Dôthel e il repertorio per
flauto traverso nella Toscana dei Lorena.
Nuove acquisizioni del Progetto Tesori Musicali Toscani.
Carlo Ipata
Le acquisizioni del repertorio per traverso
del Progetto Tesori Musicali Toscani
Nei limiti dati dalla necessità di sintesi e dallevoluzione delle
ricerche in corso, con questo breve intervento vogliamo contribuire a far luce
sul ruolo che il periodo lorenese del Granducato di Toscana ed in particolare
la figura del flautista Niccolò Dôthel ebbero nella diffusione
del flauto traverso in ambito toscano e non solo.
Rimandando agli studi approfonditi di Marta Graziadei e di Nikolaus Delius ci
limiteremo qui ad esporre alcuni spunti storici e musicali che saranno ulteriormente
sviluppati in apposito forum presso il sito in allestimento www.tesorimusialitoscani.org.
Brevi cenni storici sulla Cappella Granducale
Nel 1737, estintasi la dinastia dei Medici con la morte di Gian Galeazzo ed
in base al nuovo assetto europeo seguito alla guerra di successione polacca
(1733-1738), il Granducato di Toscana venne assegnato a Francesco Stefano di
Lorena.
Questi, sposato con Maria Teresa dAsburgo, governò di fatto il
Granducato da Vienna con una reggenza che durò fino al 1765 quando alla
guida di Firenze gli succedette il secondogenito Pietro Leopoldo.
E durante questo periodo (1737 1765) che, al seguito della nuova
corte, giungono in Toscana, provenienti dalla Francia e dallAustria, diversi
musicisti fra quali Niccolò Dôthel, Charles Antoine Campion e Christian
Joseph Lidarti.
A quel tempo la Banda della Real Guardia Palatina, detta anche della Piazza
poiché si esibiva spesso nello slargo antistante Palazzo Pitti, aveva
unintensa attività ed i suoi componenti erano in gran parte i fiati
della Cappella Granducale .
Infatti, se linteresse per gli archi era stato centrale nel secolo precedente
(si pensi al famoso Quintetto Mediceo commissionato ad Antonio Stradivari
dal principe Ferdinando nel 1690), con il periodo lorenese assistiamo ad un
progressivo aumento degli strumenti a fiato impiegati presso la corte Granducale.
Dai registri della Musica della Regia Camera e Cappella del 1768
rileviamo infatti che questa era composta da:
| Carlo Antonio Campion | Maestro di Cappella |
| [7 professori di canto] | |
| Pietro Nardini | Primo violino |
| [3 violini, violoncello e contrabbasso] | |
| Anna Wettel | suonatrice di arpa doppia |
| Niccola DHottel | Suonatore di flauto |
| Giovanni Bluncker | suonatore di corno da caccia |
| Antonio Domenichini | suonatore di oboe |
| [cembalista] | |
| [timpanista] |
Con lavvento di Ferdinando III al potere nel 1790, la cappella musicale
di corte si arricchisce ulteriormente. Nel 1792, come risulta dal Ruolo
degli aggregati, quella che si può ormai chiamare una vera e propria
orchestra, è stabilmente composta oltre che dagli archi (con Nardini
primo violino), da un flauto (Dôthel) due oboi, due corni, due clarinetti
e un fagotto.
Dalla seconda metà del settecento fino ai primi decenni dellottocento,
assistiamo quindi, sulla spinta offerta dallevoluzione della cappella
granducale, ad un progressivo affermarsi degli strumenti a fiato nellarea
fiorentina.
Del resto quanto detto è suffragato dalla presenza, in tutti i fondi
da noi esaminati, di partiture per organici variabili di strumenti a fiato (con
e senza archi) che testimoniano un'intensa vita musicale decentrata spesso vari
centri della Toscana soprattutto in ambito amatoriale.
Sicuramente lattività didattica dei membri della Cappella e limportanza
sociale che ricopriva la musica allepoca contribuirono alla diffusione
del raffinato gusto per la Hausmusik che pervade le partiture da noi esaminate.
La varietà e la qualità di questa musica ci inducono a pensare
che gli stessi professionisti della cappella si mescolassero con
buoni amatori in concerti ed accademie di cui abbiamo abbondante testimonianza
nelle cronache del tempo.
Dalla Gazzetta Toscana, n. 25, 1771:
(
) Nelle adunanze di letteratura e di musica che saranno tenute dai
Sigg. Ingegnosofi potranno intervenirvi le persone civili come ciascun letterato
e dilettante di musica senza biglietto, o nomina (
).
Niccolò Dôthel, flautista "fiorentino"
La presenza costante del flauto traversiere in ambito cameristico e solistico
è un dato che risalta dallesame della attività musicale
di Firenze nel periodo lorenese ed è sicuramente riconducibile alla figura
Niccolò Dôthel (Luneville 1721 Firenze 1810)
Dalla Gazzetta Toscana:
24.08.1770 : (
) Martedì sera diede [il marchese Santini] nel
suo giardino per trattenere diversi personaggi che qui si trovano, una sontuosa
accademia di suono e di canto, in cui si fecero distinguere dagli altri il Sig.
Manzuoli, e il Sig. Paolo Bonaveri tenore, come pur per il suono il Sig. Nardini,
Dôthel e Domenichini.
26.10.1771: (
) al secondo atto di queste [commedie] si eseguiscono diversi
armoniosi concerti, che a vicenda vengono suonati ora dal Sig. Dotel a flauto
traversiere, ora dal Sig. Pazzaglia al cimbalo come pure colloboe dal
Sig. Domenichini e col violoncello dal Sig. Piantanida.
20.01.1771 (
) Dothel suona in una accademia dei Monaci Benedettini insieme
a Giovan Battista Franchi con la viola damore Giuseppe Codacci col Violino.
Come già accennato, Dôthel giunge in Toscana al seguito della corte
lorenese intorno al 1739, insieme a Charles Antoine Campion (italianizzatosi
in Campioni). La sua presenza, quale unico flautista presso la Cappella e il
Regio Teatro di via della Pergola, è documentata ininterrottamente dal
1746 fino al 1807.
Dunque una vita e una carriera molto longeve (soprattutto per lepoca),
durante le quali Dôthel svolse una intensa attività di orchestrale,
solista e didatta. Una vita probabilmente anche agiata, visto che il prestigio
procuratogli dalla indiscussa abilità di virtuoso gli permise una retribuzione
simile a quella del concittadino e coetaneo maestro di cappella Campioni ed
a quella del primo violino Pietro Nardini.
Il nome di Dôthel si trova spesso abbinato a quelli di Nardini e Campioni.
Già dalle prime testimonianze della sua presenza in Italia per le manifestazioni
musicali legate alla festa di Santa Croce a Lucca (1739 1740) ed in seguito
dal carteggio con Padre Martini e da varie cronache locali, si evince, fra i
tre musicisti, un legame di amicizia e di stima reciproca. Non è da escludere
inoltre che Dôthel abbia seguito a Padova i due colleghi per i quali è
documentato un periodo di apprendistato (1740 1746) presso il grande
violinista Tartini.
Lattività solistica di Dôthel è documentata dalle
cronache e dagli undici concerti per flauto e orchestra che scrisse ad uso e
consumo di se stesso dal momento che non furono mai dati alle stampe.
Quanto alla attività didattica invece, la nutrita presenza nel vasto
catalogo a stampa (quasi tutto apparso fra Londra, Parigi ed Amsterdam) di duetti,
trii a tre flauti nonché degli Studi per il flauto in tutti i tuoni e
modi , ci dà una idea di quanto Dôthel si sia dedicato allinsegnamento
e alla diffusione del flauto traverso.
Considerando quanto sopra, non ci sembra quindi azzardato supporre che la lunga
attività di Dôthel durante il periodo lorenese sia stata quantomeno
fondamentale nel diffondere la pratica del flauto traverso in ambito toscano
ed abbia motivato una schiera di compositori non flautisti da Nardini, a Campioni
passando per altri meno conosciuti come Lidarti e Giovanni Francesco Giuliani
a scrivere per questo strumento.
Nellambito del progetto Tesori Musicali Toscani ci stiamo occupando di
questa musica, catalogandola e rendendola disponibile attraverso il sito www.tesorimusicalitoscani.org.
Le acquisizioni del repertorio per traverso del Progetto
Tesori Musicali Toscani
Dallesame delle partiture fin qui raccolte appare chiaro che il contesto
per il quale furono scritte è quasi sempre quello intimo della musica
da camera dove il flauto è inserito in piccoli organici come Serenate,
Notturni. Abbondano i generi della trio-sonata con altro flauto o con violino
e basso, del trio e quartetto con archi. Da segnalare fra le partiture con archi,
la presenza della Viola dAmore, probabilmente di importazione
austriaca.
Di particolare interesse ci sembrano i trii a due flauti e violoncello, i concerti
per flauto e orchestra e il raro esempio di sonate per flauto e cembalo obbligato
di Lidarti, lunico nel genere di autore italiano insieme a quelle di Sarti.
Presentiamo qui di seguito un elenco provvisorio delle partiture per flauto
traverso acquisite dal Progetto Tesori Musicali Toscani, che, non comparse in
alcun tipo di edizione moderna o facsimile, provengono da:
Fondo Musicale Venturi, biblioteca municipale di Montecatini Terme
Fondo antico, Biblioteca del conservatorio Paganini di Genova
Fondo Rospigliosi, Pistoia.
Christian Joseph Lidarti
(Vienna 1730 Pisa 1793)
Accademico Filarmonico, menzionato da Charles Burney, membro della Cappella
dei Cavalieri di Santo Stefano di Pisa.
| 6 notturni | 2 fl/2 cor/ fg |
| 6 quintetti | 2fl/2vl/b |
| 6 quintetti | 2fl/vl/vla/b |
| 6 quintetti | 2fl/2vla/fg |
| 4 quartetti | 3fl/b |
| 6 sonate | 2fl/ e bc |
| 6 trii | 3fl/vc |
| 6 trii | 2fl/vc |
| 6 sonate | fl/ cemb. Obbligato |
| 6 divertimenti | 2fl |
| 6 duetti | 2fg/fl |
Pietro Nardini
(Livorno 1722 Firenze 1793)
Ultimo allievo di Tartini, è stato a sua volta maestro di Cambini e Giovanni
Francesco Giuliani.
| 2 concerti | fl/2vl/vla/b |
| 6 sonate | 2fl/ bc |
| 2 sonate | 2fl/b |
| 6 trii | 2fl/vc |
| 1 sonata | fl/2vl |
| 2 sonate | fl/b |
| 6 duetti | 2fl |
Giovanni Francesco Giuliani
(Livorno 1760 Firenze 1818)
Violinista arpista e direttore di vari teatri a Firenze.
| 1 notturno | S/2fl/vla da/vc |
| 3 quintetti | fl/ob/vl/vla/vc |
| 8 quartetti | fl/ vla da/vla/vc |
| 6 trii | fl/vla da/vc |
| 1 serenata concertata | fl/2ob/2cor/2vla/vc/b |
Giuseppe Maria Gioacchino Cambini
(Livorno 1746 Parigi? 1818)
Violista allievo e Padre Martini fece parte insieme a Nardini, Boccherini e
Manfredini del quartetto toscano.
18 trii 2fl/vc
Charles Antoine Campion
(Luneville 1720 Firenze 1788)
Maestro di Cappella prima a Livorno dal 1752 poi dal 1760 a Firenze.
| 3 concerti | fl/2cor/timp/2vl/vla/b |
| 1 concerto | 2fl/2cor/2vl/vla/b |
| 8 sonate | op 4 2fl/b |
| 6 sonate | op 5 2fl/vc |
| 3 sonate | fl/b |
Niccolò Dôthel
(Luneville 1721 Firenze 1810)
| 11 concerti | fl/2vl/vla/b (2con 2cor) |
| Sonata da camera | fl/b |
| 6 sonate | 2fl/b |
| 2 sonate | 3fl |
| 4 sonate | 3fl |
| 6 quartetti | fl/vl/vla/vc |
| 6 sonate | 2fl/vc |
| 6 sonate | fl/vl/vc |
Un ringraziamento particolare a Marta Graziadei dal cui lavoro su Dôthel
ho tratto molte informazioni e a Luigi Lupo per la collaborazione.