LUIGI BOCCHERINI
NEL BICENTENARIO DELLA MORTE:
NUOVE PROSPETTIVE DI RICERCA




CREMONA, 7-8 MAGGIO 2005
(Museo Civico - Sala Puerari)






PATROCINIO SCIENTIFICO



UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PAVIA
DIPARTIMENTO DI SCIENZE MUSICOLOGICHE
E PALEOGRAFICO-FILOLOGICHE

26100 Cremona - Corso Garibaldi, 178
Tel 0372/25575-33925
Fax 0372/457077



 

 







SABATO 7 MAGGIO 2005

Ore 9.00

Saluto dalla direttrice del Dipartimento di Scienze Musicologiche e Paleografico-Filologiche dell'Università di Pavia, prof. Maria Caraci Vela

Ore 9.15

Sessione I: la vita e le fonti, presiede Gabriella Biagi Ravenni

Jaime Tortorella (Barcellona), Errors, Mythos and Legends around Luigi Boccherini

Germán Labrador (Madrid), Luigi Boccherini and Gaetano Brunetti, Muscians at Spain's 18th-century Court

Ore 10.30 circa
Discussione, segue:

Maria Teresa Dellaborra (Pavia), I notturni op. 38: nuove indagini sulle fonti

Marco Mangani (Pavia-Cremona), Il catalogo 'autografo' di Boccherini

Ore 12.00 circa

Discussione

Ore 12.30

Pausa

Ore 14:30

SessioneII: la ricezione, presiede Jaime Tortella

Giacomo Fornari (Bolzano), "Ein besonders Verdienst um die Instrumentalmusik": Boccherini e la critica dei suoi tempi

Barbara Nestola (Versailles), "Louis, compositeur fécond et original" Boccherini nei dizionari francesi del XIX secolo"

Gabriella Biagi Ravenni (Pisa), "E pensare che il Boccherini non ha che una lapide sul muro d'un casino...": La memoria di Luigi Boccherini a Lucca .

Ore 16.15 circa

Discussione.

Ore 16.45 circa

Tavola rotonda, moderatore Marco Mangani

Introduce Gabriella Biagi Ravenni.
Intervengono: Piero Gargiulo (Parma), Carlo Ipata (Pisa), Roberto Illiano (Cremona), Fulvia Morabito (Cremona), Mari Tvedt (Oslo)


 


DOMENICA 8 MAGGIO 2005

Ore 10.30

Sessione III: la musica, presiede Pietro Zappalà

Timothy Paul Noonan (Milwaukee), Musical Borrowing in Boccherini's "La Casa del diavolo" Symphny


Christian Speck (Koblenz - Landau), Zusammenhänge zwischen thematicher Arbeit und metrischer Reguliertheit des musikalischen Baus in der Streichquartettkomposition von Luigi Boccherini

Ore 12.00 circa

Discussione

Ore 12.30

Conclusione dei lavori

programma del convegno   

GLI ATTI DEL CONVEGNO (di Matteo Giuggioli)

In occasione della ricorrenza del bicentenario della morte di Luigi Boccherini (1743 - 1805), si è tenuto a Cremona, presso la Sala Puerari del Museo Civico, nei giorni 7 e 8 maggio 2005, un convegno internazionale di studi interamente dedicato alla figura e all'opera del compositore toscano.Il convegno, coordinato da Marco Mangani (Pavia - Cremona), è stato organizzato dall'associazione Tesori Musicali Toscani con il contributo della Fondazione Walter Stauffer e sotto il patrocinio scientifico del Dipartimento di Scienze Musicologiche e Paleografico - Filologiche dell'Università di Pavia.

Erano presenti sia studiosi boccheriniani di lungo corso, da tempo impegnati ad aprire nuove prospettive di ricerca sul compositore, sia studiosi che si sono imbattuti in questo terreno più recentemente o in margine ad altri percorsi di studio.
Gli interventi, coerentemente con l'indicazione programmatica espressa dal titolo: « Luigi Boccherini, nel bicentenario della morte, nuove prospettive di ricerca » sono apparsi uniti dalla volontà, per altro ormai da molto tempo diffusa e condivisa tra chi si occupa di Boccherini, di contribuire alla scoperta e, si potrebbe dire, alla costruzione di una immagine nuova del compositore e della sua musica, libera dai pregiudizi e dagli errori storiografici e critici che a lungo l'hanno gravata.

Le due giornate di lavori si sono articolate in tre sessioni dedicate rispettivamente a tre momenti fondamentali della ricerca boccheriniana: la vita e le fonti, la ricezione, la musica.

Dopo il saluto d'apertura della prof. Maria Caraci Vela, direttrice del Dipartimento di Scienze Musicologiche si è aperta la prima sessione, composta da quattro interventi rivolti a mostrare la presenza di zone ancora molto incerte nella biografia del musicista e a smantellare miti e luoghi comuni nati da errori storiografici, grazie all'acquisizione di nuovi documenti e alla considerazione sotto diversa luce dei già noti.

Jaime Tortella (Barcellona) ha esposto una serie di questi errori, miti e leggende, proponendo ipotesi puntuali di soluzione o di confutazione. Tra le principali, quella al mistero del cosiddetto "decennio oscuro" di Boccherini (1787 - 1796), trascorso secondo lo studioso interamente a Madrid, e quella al mito della presunta povertà del musicista.

L'intervento di Germ·n Labrador (Madrid) ha fatto chiarezza sui rapporti tra Boccherini e la corte spagnola durante le monarchie di Carlo III e Carlo IV, correggendo la tardizione biografica, che li voleva funestati dall'indifferenza di Carlo III e dalla manifesta ostilità di Carlo IV verso il compositore, ma soprattutto dagli intrighi del perfido e invidioso musicista di corte Brunetti.

Maria Teresa Dellaborra (Pavia) ha contribuito, partendo da una indagine sulle uniche fonti che ci sono pervenute dei notturni op. 38, ossia le edizioni a stampa di Pleyel, a fare luce su altri punti molto discussi e incerti della biografia, ma anche della poetica di Boccherini, come i suoi rapporti personali e professionali con l'editore francese e il suo approccio alla composizione.Inoltre, ha offerto una preziosa ipotesi di soluzione ad un ulteriore zona d'ombra dell'epistolario e quindi della biografia boccheriniana, proponendo la plausibile identificazione di Monsieur Boulogne, personaggio che compare nel carteggio con Pleyel, la cui identità era ancora avvolta dal mistero, con il direttore del "Concert des Amateurs" di Parigi.

Anche l'intervento di Marco Mangani si è sviluppato a partire dalle carte riguardanti le trattative tra il compositore e l'editore, ma con lo scopo di dimostrare la vera natura catalogo "autografo" di Boccherini, per noi consultabile nella versione pubblicata nel 1879 dal pronipote del compositore Alfredo Boccherini y Calonje, considerato fino ad oggi come la risorsa principale per stabilire cronologia e numeri d'opera delle sue composizioni. Esso viene ricondotto alla dimensione reale di strumento di lavoro, lontana dall'alone mitico di autobiografia ideale del compositore costruita tramite la registrazione puntuale e costante della propria attività creativa.

Tre interventi sulla ricezione hanno costituito la seconda sessione di studi.

Giacomo Fornari (Bolzano)ha tracciato un'ampia panoramica sui problemi connessi alla ricezone della musica strumentale in Italia nel secondo settecento e ha collocato all'interno di questo quadro Boccherini, tipico esempio di compositore italiano di musica strumentale costretto a cercare fortuna all'estero, mostrando l'ottima accoglienza riservata alla sua figura e alla sua opera dalle riviste a lui contemporanee, soprattutto nell'area tedesca, dove si era già sviluppata una coscienza estetica indipendente della musica strumentale.

Barbara Nestola (Versailles) si è occupata di vedere come abbiano preso corpo alcune leggende nella biografia di Boccherini e come la sua figura fosse conosciuta in Francia nel XIX secolo attraverso i dizionari enciclopedici e di settore, strumenti fondamentali per la diffusione della cultura.

Gabriella Biagi Ravenni (Pisa) ha illustrato un altro capitolo della ricezione di Boccherini, andando ad analizzare le tracce della memoria del compositore a Lucca, a partire dal momento in cui egli abbandonÚ definitivamente la città. Se a Lucca la conoscenza della sua figura e l'opinione che le si dovessero tributare gli onori destinati ad un illustre concittadino furono diffuse, ristretto ad una piccola cerchia di persone competenti fu l'interesse a conservarne e divulgarne la musica.Il contributo si è concluso con una clamorosa scoperta documentaria. Seguendo una pista che parte proprio dall'ambiente dei musicisti e dei cultori della musica lucchesi, la studiosa è riuscita a ritrovare un esemplare manoscritto della lettera che Boccherini avrebbe inviato da Breslau al marchese Lucchesini, ambasciatore di Lucca a Berlino, documento fondamentale per chiarire la questione biografica dell'eventuale viaggio del musicista in Prussia, conosciuto sino ad ora solo in una traduzione tedesca di fine ottocento la cui attendibilità è sempre stata messa in dubbio. Il testimone appena reperito, che ha acceso un vivace dibattito tra gli studiosi presenti al convegno, richiede, ovviamente, di essere considerato con molta cautela, mancando uno studio accurato che ne determini l'autenticità e di conseguenza la paternità boccheriniana.

Al termine della sessione si è tenuta una tavola rotonda (moderatore Marco Magani), dove sono stati presentati interessanti progetti, alcuni già in corso di realizzazione, altri ancora in fase di pianificazione, riguardanti vari aspetti della ricerca e della divulgazione dell' opera di Boccherini. Dopo l'introduzione di Gabriella Biagi Ravenni, che ha parlato della costituzione in corso, a Lucca, di un comitato per la celebrazioni boccheriniane, sono intervenuti Piero Gargiulo (Parma), che ha presentato il progetto ITMI (Indici della Trattatistica Musicale Italiana); Carlo Ipata (Pisa), che ha introdotto progetti di diffusione discografica della musica di Boccherini per conto dell'associazione Tesori Musicali Toscani; Roberto Illiano (Cremona) e Fulvia Morabito (Cremona), che hanno illustrato il piano generale e i risultati raggiunti nell''ambito del progetto di edizione degli Opera Omnia del compositore; Mari Tvedt (Oslo), che ha esposto il proprio lovoro sul compositore svolto per la Radio Svedese. Nella terza sessione, dedicata alla musica, si sono avvicendati due interventi. Timothy P. Noonan (Milwaukee) ha parlato dei prestiti musicali presenti nella sinfonia « La casa del diavolo » (G 506) di Boccherini, che nel finale riprende, citando esplicitamente il titolo e l'autore del suo modello, un passaggio dal balletto di Gluck « Don Juan ou le festin de pierre » . L'intervento si è chiuso con alcune osservazioni sui rapporti tra la struttura della sinfonia e l'opera di Mozart, nell'ottica di una ampia analisi sulla diffusione del mito di Don Giovanni in molti generi musicali del periodo. Christian Speck (Koblenz - Landau), autore di studi fondamentali in questo campo, ha proposto un'ulteriore indagine sulla scrittura quartettistica di Boccherini, con lo scopo di delinearne le costanti strutturali e la particolare cifra stilistica, e di comprenderne la posizione in relazione alla produzione, nel genere strumentale analogo, dei "classici" viennesi. Sulla base di una analisi molto dettagliata, condotta sul primo movimento del quartetto in Do maggiore Op. 33 n. 2, ha mostrato che si puÚ rintracciare un principio costruttivo dello stile di Boccherini nella regolarità metrica, vista l'estraneità quasi totale del compositore a procedimenti caratteristici dello stile "classico", come lo sviluppo motivico.

Il convegno, vista l'intensità dei contributi scientifici, ma anche la vivacità delle discussioni che hanno seguito ogni intervento è apparso come un segnale chiaro dell' interesse particolarmente fervido che finalmente anima la ricerca su Boccherini, ancora molto lontana dal tempo dei bilanci.
Matteo Giuggioli (Pisa)

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